AIUTACI CON UNA DONAZIONE: Iban IT 47 D 02008 01636 000100399556 c/o Unicredit Banca Spa

Intervento di Jofredino Lucas Faife al convegno sui nostri progetti in Mozambico

22/05/2011

 

Immagine

Il Mozambico è un paese giovanissimo in vari sensi. Innanzitutto ha appena trentasei anni d’indipendenza (sedici dei quali trascorsi in guerra). Fortunatamente, dal ’92 è cominciato un processo di ricostruzione economica e ristrutturazione sociale. Inoltre, più del 75 per cento della popolazione ha meno di venticinque anni. In questo scenario, l’educazione si colloca tra gli investimenti più significativi che possono essere fatti.

Ho sostenuto che il migliore investimento per il Mozambico sia l’educazione/formazione. Infatti, c’è un particolare sul Mozambico che dovreste conoscere: un paese di ventuno milioni di abitanti, un prodotto interno lordo basso ancora, una speranza media di vita ben sotto i cinquanta anni e più della metà delle spese ordinarie dello stato finanziata dai partner di cooperazione internazionale.

Terrificante! Verrebbe da dire. Ma non così tremendo per un paese che alla fine della guerra, nel ’92, era in testa tra i 10 paesi più poveri del pianeta. Ormai la situazione è cambiata, anzi, sta cambiando. Lo scenario appena dipinto sta collocandosi alle spalle.

Si capisce allora perché occorre investire nell’educazione/formazione. Cos’è l’educazione se non, come direbbe Socrate, aiutare ognuno a fare tesoro di ciò che ha, di bello dentro di sé? Ecco, il Mozambico non è un paese che cerca rifarsi dalle ferite della guerra (la nostra generazione non ha vissuto la guerra), è un paese che cerca fare tesoro della sua storia, del suo popolo e di ciò che ognuno dei suoi figli ha dentro di sè. È un paese in cerca della sua forma e della forma del suo popolo. Ecco perché occorre puntare sulla formazione, sull’unico mezzo capace di promuovere autonomia di pensiero, di espressione, di creatività, di produzione, tutte manifestazioni fenomenologiche del fine dell’educazione (appunto, l’autonomia) che hanno bisogno, a monte, in certa misura, di una autonomia finanziaria che il Mozambico non ha raggiunto ancora.

Questo progetto può essere declinato in diversi modi. Possiamo avvicinarci, a titolo di esempio, all’esperienza della Congregazione della Sacra Famiglia che si è recata da noi ben più di dieci anni fa. La congregazione ha saputo intrecciare il suo carisma con questo bisogno strutturale del Mozambico. Ha costruito una scuola superiore (da dove sono passato io) e un’università (da dove siamo usciti noi).
Apriamo una piccola parentesi: il Mozambico è tra i paesi africani con il più basso indice di accesso al sistema universitario. Secondo le statistiche del censimento del 2007 i mozambicani laureati sono il 3%. L’indice di analfabetismo si avvicina al 50%.

Anche Vo.La. ha saputo venire incontro a questo progetto. Da anni aiuta studenti a fare fronte alle rette universitarie (che sono, certo, tra le più basse delle università private, ma spesso al di sopra del potere d’acquisto di tanti giovani studenti del nostro paese).

In sei anni l’UniSaF si è fatta notare nello scenario accademico mozambicano. Ha più di 1000 studenti (si stima che il totale di studenti universitari sia di quasi 30000) ed ha firmato un accordo con l’università pedagogica statale che avrebbe permesso di crescere a livello infrastrutturale, di ricerca, di formazione dei docenti e addirittura avrebbe fatto si che fosse possibile un’abbassamento delle tasse universitarie.

Alcuni mesi fa, sulla scia della crisi economica, le università mozambicane hanno sofferto un taglio storico nel già basso investimento del governo in quest’area. Il prossimo anno, mentre l’università pedagogica statale, la più grande in numero di studenti, è destinata a crescere giacché raggrupperà, in certo senso, anche l’UniSaF, paradossalmente soffrirà un taglio del 70% del budget.

Credo che un paese giovane debba, per forza, crescere. L’unico mezzo per arrivare a ciò è l’educazione a tutti i livelli. Cos’è l’educazione se non, come detto dai Classici, fare crescere l’uomo? Un’educazione che sia abbastanza per tutti, ma che sia in grado di alzare i propri standard di qualità della offerta formativa.

Occorrono investimenti trasversali e assai variegati. Occorrono idee, inseganti, scuole per tutti, tecnologia per l’istruzione, libri, e poi un incremento della qualità complessiva di tutto il sistema. Questa mi pare sia la grande sfida del mozambico. Educare i suoi figli perché ognuno di essi raggiunga l’autonomia personale, allo stesso tempo che il paese raggiunge la sua autonomia, in un’era dove la cooperazione internazionale si sposta dall’asse della solidarietà ad una prospettiva di mercato.

Negli ultimi anni sono state fatte grandi scoperte di materia prima in Mozambico (carbone, gas, petrolio, ecc.). Tanti paesi hanno manifestato interesse in un’eventuale cooperazione. Oggi, tutti noi ci accorgiamo che non abbiamo tecnologia abbastanza per imporre le nostre potenzialità industriali (in particolare dell'industria estrattiva), ma non abbiamo neanche abbastanza tecnici in grado di governare tale tecnologia, non abbiamo economisti abbastanza in grado di aiutarci a firmare contrati che traggano beneficio alla popolazione. Nel Mozambico di oggi, educare è una necessità vitale per il futuro delle giovane generazioni.


Jofredino Lucas Faife
Laureato in scienze dell’educazione presso l’università pedagogica di Maxixe

Created by Idodesign